28 ott 2013

Grazie a SoulFood e Storie di Frigo, il ricettario anticrisi





★RICETTARIO ANTI-CRISI★ Racconta la tua Storia
Soulfood
STORIE DI FRIGO #8 di Elena
UN TESTO D'ORO
Questa è una casa piccola, isolata, in campagna, in mezzo al niente, e mi ci sono rifugiata per un po'.
Qui per mesi non c'e' stato il gas, l'acqua calda e il riscaldamento neanche a parlarne.
' tutta salute.'direbbe la mia amica.
Solo io, il cane, un camino e due farine, di ceci e di mais, conservate nel frigo piccolo piccolo, chiuse nei loro pacchetti
con due mollette per i panni.
Perché in casa vivono con me anche dei gechi, delle farfalle e mille fantasie.
L'acqua non è potabile qui, ma ci si può cucinare.
Mia nonna, quella umbra, quando ero piccola, cucinava su un testo, una pietra magica, rotonda, che quando sono venuta qui ho appoggiato nel camino.
E il fuoco ho imparato a farlo per necessità e per gioco.
E per fame, prima che allestissi una vera e propria cambusa e iniziassi a campeggiare in casa .
Mia nonna l'altra, quella senese, mi faceva mangiare la cecina quando era ora di merenda.
Ho mischiato le nonne e le farine in una sera di marzo umida, mentre scrivevo un libro di ricette e nel frigo non c'era altro. Non possedevo niente.
Niente no ; il testo, della legna di eucalipto, coriandolo, peperoncino, finocchietto selvatico, le erbe del mi'zio , farina di ceci e farina di mais.
E poi la mia testa, che meno cose trova, più idee cucina.
Mentre la pietra si faceva incandescente sulla brace ho preparato l'impasto più improvvisato del mondo.
E così elementare e povero da farmi emozionare.
Prima le polveri, come sempre, diciamo due parti di farina di ceci e una di farina per polenta. Sale, spezie color oro, un filo d'olio.
E poi acqua, poca, cioè giusta. quella necessaria per avere un impasto denso come i pensieri.
Tutto questo mentre lottavo per mantenere acceso il fuoco nel camino.
Che se uno non ci è cresciuto deve imparare, e scopre che anche lì non c'è niente di scontato.
Arroventata la pietra ci ho versato sopra un po' di impasto. L'ho cotto da tutte e due le parti, imparando l'attesa.
La brace ti insegna l'attesa. Non si scappa. E non si scappa perché se si rimane il premio è questa cecina tutta particolare, ruvida,
speziata, con un sapore leggero di legna. dorata e piena di significati.
La cena è stata quella, per tante sere, con un bicchiere di vino rosso e i piedi vicino al fuoco. e non mi mancava niente. Giusto le persone.
Presto mi mancherà il camino, ma avrò sempre un'idea povera per una cena ricca, e avrò gli altri, lo so.