AFFOCOLENTO si fa CRITICO

Guida all 'orientamento conviviale'.

Consigli, suggerimenti critiche più o meno diplomatiche per orientarsi e orientare nel traffico di proposte.

valutazioni personali
*
**
*** 
****
*****



-BISTROT BIO ****
Bistrot Biologico all'interno della Casa del Parco della Valle dei Casali
Via del Casaletto 400 00151 Roma

La prima volta che ho messo piede al Bistrot Bio è stato nell'agosto del 2010.
Ultimo giorno di lavoro prima di una piccolissima pausa-chiusura del locale, quindi menu ridotto all'osso e soprattutto
scelta poco estiva... ma al di là del conflitto clima-menu, l'impressione fu buonissima.
Sono tornata molte altre volte a trovare MariaLuisa e il team del Bistrot, anche con Roma innevata,
e ogni volta è stata una gratificazione dall'inizio alla fine.
Mi piace molto il locale, forse a volte risulta un pelino asettico, ma poi ci pensa l'accoglienza di Marialuisa e il colore-calore dei piatti a farti sentire super coccolato
Buona l'abitudine di accogliere con un assaggio offerto, accompagnato da un bicchiere di bollicine.
Il seguito è sempre innovativo e fruibile.
Il pregio di questo locale,oltre la location, immerso com'è contemporaneamente nella campagna e nella città, è di rompere il solito tabu legato alla materia prima biologica.
C'è questa idea, inspegabile, che andare a mangiare dove usano solo prodotti locali, di stagione e biologici equivalga a ritrovarsi nel piatto la solita zuppa di fagioli e farro, buona per carità, ma poco fantasiosa.
Al Bistrot invece mostrano la lor bravura, reinventano la cucina, usando davvero prodotti biologici e spesso a'metro zero', e partendo da linee della tradizione propongono sempre ricette innovative.
E senza che l'originale si offenda! Come resistere ai tortelli giganti ripieni di coda alla vaccinara ?
Ottima l'offerta dei primi piatti e dei dolci, talmente invitanti che conviene provare il mix!
(anche se il tiramisu di suo  è da sogno )
Apprezzatissima l'abitudine del fritto , un ottimo fritto, nelle entrate, sdoganando questa cottura che se ben fatta è  un piacere totale, e soprattutto collocata a inizio pasto è persino intelligente e salubre per il fegato...
Il pane è fatto in casa, mille varianti, lievitazione ottima, troppo buono direi.
Vi invito ad andare, anche di giorno, magari in occasione di uno dei mercatini biologici,
oppure di sera durante la settimana...Si riesce ad apprezzare una cena ottima e parlare o addirittura bisbigliare-nel caso siate romantici e innamorati-...
Visitate la loro pagina facebook oppure il sito della Casa del Parco
http://www.facebook.com/pages/bistrot-bio/119843639400
http://www.valledeicasali.com/index.php

voto: ****



-EATALY- Roma  *
Ex-Air Terminal Ostiense

Non c'è bisogno di molte spiegazioni su questo grande carrozzone che si fregia di proporre tutto il meglio del Made in Italy, con la benedizione di quell'altro grande carrozzone ben addobbato che è Slow Food.
O forse le spiegazioni servono.
Chissà quanti immaginavano un luogo all'insegna dello 'slow' , appunto.
Quanti ingenui ancora siamo in questo stivale garibaldino ormai passato di moda?
Comunque, mai giudicare prima di aver provato.
E quindi, la primissima volta, mantenendo in me quella scorta congenita di diffidenza verso le cose troppo grandi, ho tentato di non farmi condizionare dall'impatto assordante e disorientante tipico del più comune centro commerciale multipiani; ho tentato di superare l'intoppo di intere famiglie bloccate al primo tornello dalla domanda «e mo 'ndo annamo?» (la stessa che li assale sulla scala mobile di Ikea o trai corridoi di Leroy Merlin, né più né meno) e ho proseguito la 'gita' in questo girone degli ingannati.
E questo era luglio 2012, credo.
Per iniziare puntiamo la 'frittura mista di pescato del giorno'.
Credo che tutti noi quando decidiamo per una frittura abbiamo in mente la migliore delle fritture;
l'aspettativa per un calamaro fritto è alta, altissima.
La porzione era abbondante, la delusione ancor di più.
Sembrava sbagliato il punto di fumo, l'olio di bassa qualità e la cottura a caso.
Sembrava, probabilmente era così. Per avere un panorama più largo, proviamo anche la tanto osannata mozzarella di bufala fatta in loco ogni giorno.
Dura, non fresca e sciapa.
La birra in quell'occasione ci ha consolato. La scelta è davvero ampia, ce n'è per tutti i palati e ripaga- lo spirito- delle amarezze ingoiate.
La seconda volta da Eataly il test si è spostato su una delle Osterie. Un'Osterìa Romana, dice.
Affidata ad una delle migliori Osterìe dei Castelli. Dice.
La lasagna alla carbonara era di poco distante da un primo surgelato stile Bofrost. Molta besciamella e poi, un po' di besciamella. Tra uno strato e l'altro di besciamella.
Le casarecce all'ortolana, formato di pasta acqua e farina che notoriamente richiede un accenno di cottura, era della consistenza di un omogeneizzato per malati ospedalieri. Le verdure, lesse, senza sale nè aromi. Le ho fatte portare indietro. Quelle che di malavoglia mi hanno rifatto erano uguali, solo con 30 secondi in meno di cottura. Purtroppo neanche la birra per consolarci avevamo.
E infine stasera. Di nuovo tentiamo l'esperimento frittura. L' immaginazione e l'ottimismo fanno scherzi, quindi perchè non provare ancora.
 Magari la prima volta c'era troppa confusione, può succedere di sbagliare.
Peggio che mai. La prima alice addentata ha rilasciato tanto di quell'amaro da restare cretini.
La seconda peggio. L'olio bruciato è nocivo oltre che cattivo.
Ma quando sono arrivati i calamari ho creduto fosse uno scherzo. Marrone scuro il colore di quella che avrebbe dovuto essere una doratura. Incartapecorito il moscardino. Al morso, timido e preoccupato, il tutto è risultato come gesso. Gesso fritto.
Riportato indietro, con disappunto del giovane responsabile di reparto a cui ho proposto di assaggiare per rendersi conto. Si è rifiutato e la frittura che mi ha fatto mandare in sostituzione, era peggiore della prima. (certo qui in più c'era la bile, loro)
Non sono capaci. In vita mia non ho mai fatto riportare indietro un piatto. Da Eataly tre volte.
Non sono capaci.
Cercherò di sorvolare sull'insalata mista pagato oro, che altro non era che la busta pronta già lavata e asciugata e condita e masticata della miglior selezione ortofrutticola chimica convenzionale.
Per tentare di dare un'ulteriore possibilità proviamo la Piadina della Piadinerìa.
Se il mio amico romagnolo la assaggiasse, o la mia amica marchigiana esperta di crescia ne provasse un pezzetto, credo che si deprimerebbero. Se non altro per il sapore di bicarbonato che resta in bocca.
....

Per adesso pollice in giù senza esitazione.
La birra, per quanto tra le migliori bevute, non ripaga di tanta scadenza e disonestà strutturali.

Voto: *